Origini

LA STORIA DI CUBA
Dopo la scoperta del Nuovo Mondo ebbe inizio il processo di colonizzazione, da parte degli spagnoli, dell’isola di Cuba. Ciò determinò l’introduzioni di nuovi elementi culturali all’interno della popolazione autoctona dell’isola come, per esempio, l’imposizione della religione cattolica, che portava con se anche la musica legata al culto, favorendo la formazione accademica dei musicisti di Cuba. La cultura spagnola introdusse strumenti a corda pizzicata e forme letterarie, come la decina e la quartina, che furono fondamentali nello sviluppo della musica cubana.
L’influenza spagnola non fù la sola a determinare la “mescla” culturale dell’isola, infatti, importante fù l’influenza della cultura africana.
A Cuba i conquistatori spagnoli utilizzarono gli indigeni per il duro lavoro nelle piantagioni, al quale queste popolazioni non erano abituate. Infatti dopo pochi anni di questo sfruttamento la popolazione locale si estinse. Questa situazione, e l’enorme sviluppo della coltivazione della canna da zucchero, accelerò l’importazione a Cuba di schiavi africani.
Gli schiavi arrivavano soprattutto dall’africa tropicale: Nigeria, Dahomey, Costa d’ Avorio, Costa d’Oro.
Tutti questi uomini e donne formarono un coagulo di differenti popoli che avevano però in comune la stessa cultura e lingua chiamata YORUBA.
Gli africani a Cuba dovettero accettare la religione cattolica degli spagnoli. Per continuare a praticare la loro religione animista mescolarono i loro Dei con i Santi cattolica imposti. Questa sovrapposizione prese il nome di sincretismo(letteralmente fusione di elementi mitologici culturali e dottrinari di vari religioni anche in forme incoerenti).


LA SANTERIA
Il culto religioso che si forma tra le diverse divinità del pantheon Yoruba e quello cattolico è conosciuto Regola de Osha o Santeria.
Ciascuno degli Dei africani ORISHA, ha un’equivalente nella religione cattolica.
Attraverso una consultazione divinatoria gli iniziati della Santeria, sapranno quale è il loro Orisha protettore, il quale sarà considerato come un vero e proprio padre o madre a seconda se l’Orisha è maschile o femminile.
Dobbiamo dire che ci sono molti santi nel pantheon afro-cubano, alcuni hanno perso nei secoli la loro importanza ma ce ne sono altri che sono riconosciuti, oggi, come fondamentali.
Le storie degli orisha si intrecciano tra di loro come in una epopea poetica, dove risaltano i canti, gli incantesimi, le massime ed i principi etici.
Ciascun orisha ha una sua peculiarità e vive la sua vita leggendaria in accordo con essa.
Nella gerarchia degli orisha troviamo come primo OLOFI , che per i cubani credenti esprime l’idea di Dio. Egli è il creatore e ordinatore di tutte le forze che governano l’universo.
Gli segue OBATALA’ che è stato comandato da Olofi per creare il genere umano.
Obatalà è la divinità pura per eccellenza signore di tutto quello che è bianco delle teste e dei pensieri.
Nel cattolicesimo0 si identifica con la “Vergine della Merced”la cui immagine si trova in una stupenda chiesa dell’Havana.
Obatalà ha quattro figli ELEGGUA’, OGGUN, CHANGO ed ORULA.
ELLEGGUA’ è la divinità che si rappresenta sotto forma di bambino, e da una testa di pietra con gli occhi di conchiglia. Nelle preghiere rituali e nelle feste viene omaggiato sempre per primo in quanto possiede le chiavi del destino, aprendo le porte alla felicità e alle disgrazie.
OGGUN è un guerriero. Signore dei minerali e della foresta. E’ violento ed astuto. Lo si rappresenta con una caldaia pieni di attrezzi di ferro.
CHANGO’è il dio del fuoco, dei lampi, del tuono e della guerra, ma anche un bugiardo, donnaiolo, litigioso e giocatore. Nelle feste rituali è riconosciuto come il re delle percussioni e dei balli. Changò esprime la forza brutale maschilele e quando balla, sbarra gli occhi, tira fuori la lingua per dimostrare che l’ha di fuoco, agitando in alto la sua ascia sacra.
ORULA il quale detiene il potere dell’arte divinatoria ed è anche un guaritore.
Solo gli uomini possono essere prescelti per dedicare la loro vita a questo Orisha e vengono chiamati BABALAO.
Nel pantheon degli Orisha cubani, non manca la presenza femminile. Le due più popolari sono le sorelle YEMAYA’ ed OSHUN.
YEMAYA’ è l’austera signora del mare, indomabile ed astuta, la sua collera a volte è terribile, però giusta, ma anche molto maternale.
OSHUN, invece, viene rappresentata da una mulatta bellissima, allegra, simpatica. Ballando muove le braccia come rivoli d’acqua che scendono dalla collina per tuffarsi nel fiume.
Molto brevemente abbiamo spalancato la finestra su questo mondo degli ORISHA ma è solo una delle tante finestre della cultura cubana, una cultura mulatta per eccellenza, poiché in essa si fondono, senza distinzioni, l’Europa bianca e cattolica, l’Africa nera ed animista, l’oriente giallo di Budda e Maometto.
“Qui confluiscono i colori più vistosi dell’arcobaleno, e tutto è passione e sentimento, mille volte moltiplicato dall’ardente sole dei Carabi.”
Jesus Toledo

I GENERI DI BALLO
IL SON
L’origine del Son si fa risalire a un primordiale motivo proveniente da Santiago di Cuba. Era più o meno la metà del XVI sec.: era il Son di Mà Teodora, primo frutto meticcio,”punto di partenza della musica cubana”, come lo definisce Alejo Carpentier.
Ma il Son, per diventare quel che è, dovette nutrirsi per secoli d’influenze europee ed africane.
Il Son vero e proprio nasce alla fine del secolo scorso, lontano però dai salotti aristocratici degli europei cubanizzati;era la risposta della plebe al danzòn dell’aristocrazia, un ballo, insomma, di origine rurale.
Al principio del XX sec. Il Son va espandendosi anche nella città dell’Havana per opera dei soldati dell’ esercito permanente del governo di josè Miguel Gomèz, che stabilì con un decreto la rotazione delle truppe all’interno dell’isola. La popolarità del Son provocò la nascità di un sacco di varianti, la più celebre delle quali è il SON MONTUNO, la cui struttura diverrà la base ritmica della salsa.
Musicalmente parlando il Son è un canto di origine popolare che combina una parte lirica nella quale si espone un tema ( SON) con una parte più movimentata(MONTUNO) caratterizzata dalla forma domanda e risposta, tra un coro e un solista, di diretta discendenza africana.

LA RUMBA
Fra i generi musicali provenienti dalla cultura africana importante è la Rumba.
La Rumba nasce negli arsenali, nei porti dell’Havana e di Matanzas e nalle zone rurali adiacenti, nelle piantagioni di canna da zucchero. All’inizio, quando la povertà non permetteva altro si percuotevano casse di legno, accompagnandosi con la clave o con cucchiai.
Tra le due zone di Cuba nasce anche una certa rivalità per una questione di supremazia sui vari generi. Esistano infatti diverse varianti di rumba, le principali sono:la COLUMBIA, lo YAMBU’ e il GUAGUANCO’.
Ai tre tipi di Rumba corrispondono corrispondono tre tipi di danza:
-Lo YAMBU’, caratterizzato da un ritmo lento, da un canto melodioso e da movimenti soavi, durante i quali l’uomo, se vuole sedurre la donna, lancia il fazzoletto per terra e poi si china a raccoglierlo con la bocca. Nello Yambù non c’è il VACUNANA

LA SALSA
Riuscire a tracciare una storia della salsa risulta impresa ardua e difficile. Tracce delle sue origini possono essere riscontrate nella cultura musicale di molti paese del Centro America, in modi e caratteristiche diverse: da Cuba a Puerto Rico, dalla Colombia al Venezuela.
Per alcuni la Salsa è solo quella cubana, influenzata dal Son e dalla Rumba, altri preferiscono identificarla con quella portoricana e altri ancora con lo stile metropolitano di New York. A nostro avviso la Salsa è “una”, forma musicale meravigliosa, grazie alla miriade di particolarità e differenze da cui si connota in relazione al suo luogo di provenienza.
Altre teorie sulle origini della Salsa la vogliono come sintesi di ritmi a lei precedenti, come il son, la rumba, il mambo, la guaracha. Nella tradizione cubana viene considerata come un rituale di galanteria e corteggiamento in musica. Per altri la Salsa evidenzia il suo carattere tribale nella sua essenza più antica. Essa, infatti discende originariamente dalla tradizione africana, che abbiamo già visto nei temi argomentati precedentemente. Si sostiene in sintesi che le prime forme di clave siano già presenti nel continente nero e che la sua forma più tradizionale si crea in Africa.
Dall’incontro successivo di tradizioni e culture diverse(africane da una parte ed ispanoeuropee dall’altra), approdano nel continente americano strumenti, ritmi, canti, religioni, culti.Le linee fondamentali della melodia e dell’armonia europea furono rapidamente integrate nei ritmi arrivati dall’Africa, in una terra fertile e creativa come quella caraibica, trovando in Cuba il centro di confluenze e d’interazione.
Mentre alcuni ritmi come la Conga, la Rumba, il Guaguancò, lo Yambù e la Columbia, rimasero attinenti ad una sonorità africana, il Danzòn si può considerare il primo prodotto dell’isola non più africano e nemmeno europeo, ma ibrido nato dalla confluenza della contraddanza francese con ritmi africani.
Alla proclamazione dell’indipendenza di Cuba nel 1901, restrizioni mai prima imposte vennero applicate nell’ambito socio-culturale, tra cui quella di non suonare i tamburi di provenienza africana. Questo provocò la nascita di formazioni vocali chiamate Caros de Clave, diffondendo la vocalità e testi per canzoni. Queste nuove tendenze si spostarono dalle campagne verso le città ed intanto prendeva sempre più piede una nuova forma musicale: el Son.
Infine un'altra intepretazione considera deleterio porsi il problema dell’origine della Salsa, dal momento in cui questa semplice parola nacque come termine commerciale, sviluppatosi negli Stati Uniti per inglobare i diversi ritmi musicali caraibici e in senso lato, latinoamericani, uniti da una base comune: la clave.


PERCUSSIONI LATINE

Percussioni Latine CLAVES : lo strumento fondamentale della ritmica di base su cui viene costruita la frase musicale. Batte una scansione di 5 colpi suddivisi in due metà; 3+2 che corrisponde ai battiti della musica 4/4 n° 1.2 e mezzo.4.6.7. (ma può essere interpretata a rovescio 2+3 dai ballerini che in questo caso si dice "ballano in contrattempo" o "en clave dos" ).
Percussioni Latine CONGAS : originariamente tre tamburi di forma ovale detti rispettivamente Tumbadora, Tres e Quinto in ordine di grandezza ( oggi usati in duo c.d. Salidor/Seguidor ) scandiscono una ritmica di base molto marcata entrando sul 2 e il 4 ( con il classico "golpe seco" seguito dal doppio colpo "llamada"che sancisce la fine di ogni singola battuta musicale ) . Pur essendo meno precisa della clave per il movimento dei piedi, regola bene le movenze del corpo.
Percussioni Latine BONGOS : tipico strumento di matrice africana, molto usato oggi per accompagnamento, venne introdotto in Cuba all'inizio del secolo, divenendo fondamentale nella musica Son tradizionale locale. Batte normalmente un colpo secco alla fine della battuta musicale rimarcando il quarto e l'ottavo battito
Percussioni Latine CAMPANA : classico strumento latino americano usato per da re "sabor" alla musica. Si tratta di un cono mozzo metallico che per la sua particolare forma funge da cassa di risonanza se percosso con una bacchetta di legno. La campana emette un tipico fraseggio che parte alla fine della frase musicale sull'8/1 (tititon tititon tititon ton ton = 8.1 -2.3 - 4.5 - 6-7). Difficilmente tuttavia viene presa in considerazione come ritmica di base, in quanto la scansione del ritmo di clave e conga è più chiara ed udibile.
Percussioni Latine TIMBALES: strumenti da accompagnamento usati in tutte le band salsere. I timbales sono due piccoli tamburi fissati su di un asta metallica che servono per assoli da virtuoso ( es : Tito Puente "el rey del timbal" )
Percussioni Latine GUIRO : una specie di grattuggia in legno o metallo su cui viene strofinato un ba stoncino di legno per ricavarne un suono parti colare, del tutto simile appunto ad una grattuggia in funzione.